La nostra Associazione è presente due volte la settimana alla stazione Ostiense per assistere i ragazzi afgani. Provvediamo con cibo caldo, vestiario e coperte..quindi abbiamo a cuore la loro situazione e più volte, insieme alla rete comune delle Associazioni che si occupano di aiutare i rifugiati afgani, abbiamo fatto richiesta di interventi mirati per garantire un posto di accoglienza e una struttura al chiuso per il servizio mensa. Ecco perchè pubblichiamo l'articolo, nella speranza che si possa realizzare!
- Una delegazione di rifugiati afgani, comitati solidali e associazioni, tra cui Medici per i diritti umani, (Medu), è stata ricevuta da Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, in Campidoglio. A chiedere l'incontro con urgenza era stata la rete di associazioni solidali che si occupano di assistere i circa 150 afgani che vivono in drammatiche condizioni sanitarie ed alloggiative presso la stazione Ostiense. Nel corso della riunione si è affrontata anche la questione dello sgombero della "Buca", l'insediamento precario più grande della zona. I responsabili delle organizzazioni umanitarie vorrebbero evitare che lo sgombero avvenga senza la predisposizione di ulteriori soluzioni adeguate per i suoi occupanti.
Il comune di Roma ha deciso di assegnare nell'immediato 55 posti per i profughi afgani nei centri di accoglienza romani per i richiedenti asilo e i rifugiati. La Belviso ha inoltre garantito l'accoglienza di tutti gli altri profughi afgani nei centri di emergenza per il freddo, che verranno allestiti a partire dal mese di dicembre, e si è anche dimostrata favorevole alla creazione di un centro di prima accoglienza presso la stazione Ostiense.
(da Peace reporter)
Pubblichiamo l'intervento del presidente Catarci.
Anche la nostra Associazione, ormai da diversi anni due volta a settimana si ritrova alla stazione ostiense per portare un piatto caldo, pane, frutta, dolci, formaggio e poi vestiario e coperte. Ma non si riesce a trovare una soluzione per questi ragazzi che vivono con grande difficoltà. E'stato richiesto uno spazio al chiuso per creare una mensa e dargli da mangiare seduti a tavola, a caldo e al coperto, come ogni essere umano! Ma non abbiamo avuto risposta!
Il presidente del Municipio XI Andrea Catarci interviene sulla condizione dei rifugiati afgani: “Persino il popolare programma televisivo "Le Iene" ha messo in luce la drammatica situazione in cui sono costrette a vivere numerose persone provenienti dall’Afghanistan – dice il minisindaco - solo la giunta Alemanno sembra ancora non rendersi conto di questo, neanche del fatto che tutti coloro che oggi dormono in giacigli di fortuna alla stazione Ostiense sono rifugiati politici, con diritto a un’immediata e improcrastinabile azione di sostegno”.
La condizione degli afgani che vivono a Roma tra i binari in disuso, sotto i portici dell’edificio realizzato per i Mondiali ’90 con le loro cose incastrate nei tombini, sono ben note a chiunque abbia mai amministrato la città. Si tratta di sfollati di guerra che arrivano in Italia dopo lunghissimi viaggi pieni di pericoli, spesso bambini soli senza i genitori. Qualche ragazzo è riuscito a mettersi in salvo nel deserto nascondendosi persino tra le ruote di grossi camion evitando di muoversi, mangiare e bere per giorni.
Gli afgani si ritrovano nei pressi della Stazione Ostiense dove ci sono anche associazioni di volontariato che parlano con loro, cercano di farli inserire nel mondo del lavoro, gli donano vestiti e coperte. Qualcuno riesce anche a imparare l’italiano e a trovare un lavoro. La loro condizione all’inizio è al limite della sopravvivenza, nonostante sia diversa dall’inferno della guerra e l’Italia li ospiti sul suo territorio anche in base a trattati internazionali.
“Il 25 maggio scorso abbiamo contattato il Sindaco e gli assessori comunali alle Politiche Sociali e all’Urbanistica con l’aiuto delle associazioni Onlus – prosegue Catarci – Abbiamo scritto delle condizioni in cui vivono almeno 60 persone, avanzando la proposta di usare in via temporanea l’Air Terminal, già nelle more della realizzazione del Campidoglio 2, per mettere a disposizione alcuni spazi da adibire a centro di accoglienza. Al momento i profughi si trovano in un “campo” per niente attrezzato all’interno del mega cantiere proprio davanti agli uffici comunali di via Capitan Bavastro, in una situazione a dir poco disumana”.
Nel 2007 c’era già stato uno sgombero dell’area intorno alla stazione e il Comune di Roma ha anche trovato un alloggio provvisorio per 103 afgani. Le sorti di quelle persone non sono note, così come non si sa che fine abbiano fatto i minorenni arrivati a Roma un anno fa. Per un po’ se ne sono occupati i servizi sociali, in ogni caso la situazione è lontana dall’essere risolta. Le competenze in quest’ambito non riguardano solo gli enti locali ma anche lo Stato e la politica di accoglienza dei rifugiati politici.

L'anziano nella Casa di riposo è lontano dalla famiglia, dagli amici, dalla sua casa e dalle abitudini di un tempo.I rapporti con la struttura che lo accoglie si basano solo sul bisogno e sulla dipendenza. L'anziano non si sente più in grado di dare ma solo di ricevere.
La Casa di riposo, dove svolgiamo attività di volontariato, che ospita i nostri cari arzilii vecchietti, è gestita dalle suore e da Ida, la direttirce, la quale molto attenta e sensibile ai bisogni dei suoi "ragazzi", cerca di coinvolgerli in alcune attività. Ma i nostri amici, sentono il bisogno di avere qualcosa in più: incontrare i giovanii per vivere qualche momento in allegria. Così con i nostri volontari si è pensato di impegnarci tutte le mattine del sabato, per animare la loro giornata con canzoni, giochi, tombolate e feste!
I nonnini, attendono il nostro arrivo e non possiamo deluderli. Infatti prepariamo con attenzione quello che proponiamo , soprattutto le canzoni che amono moltissimo, e con cui riusciamo a coinvolgerli festosamente.
Non abbandoniamo., non lasciamo soli queste persone che ormai hanno fatto un cammino di vita, perchè... si può dare di più!!
Abbiamo trascorso dei momenti indimenticabili!!
Un pellegrinaggio a Medjugorje......
condividendo insieme l'amicizia e la gioia di esserci, aiutandoci anche nelle difficoltà. Come potete vedere dalla foto, la salita sulla collina per alcuni non è stata facile ma ci siamo riusciti!

Aderiamo anche noi a questa importante iniziativa, partecipando alla raccolta presso la farmacia assegnata!
Si svolgerà il prossimo 8 maggio la prima raccolta di solidarietà del Banco Sanitario promossa dal Banco Alimentare Roma onlus
Arriva la prima Raccolta di Solidarietà del Banco Sanitario prevista per il prossimo 8 maggio. La Raccolta di Solidarietà Sanitaria promossa da Banco Alimentare Roma onlus, Interfarma e +bene Farmacie associate, Cofarmit in collaborazione con il Cesv, Centro Servizi per il Volontariato del Lazio nasce dall’ esperienza maturata in questi anni dal Banco Alimentare Roma nelle attività a sostegno delle persone in difficoltà.
I diritti dell’infanzia, l’invecchiamento della popolazione, la salvaguardia dei bisogni primari sono tra le motivazioni alla base di questa iniziativa.
L’8 maggio i volontari della Rete di Solidarietà del Banco saranno presenti nelle farmacie aderenti per illustrare l’iniziativa e raccogliere le donazioni dei clienti. Provvederanno, quindi, a classificare ed inscatolare i prodotti donati, che una volta trasportati ed immagazzinati saranno distribuiti ai 450 Enti assistenziali della Rete di Solidarietà del Banco.
I prodotti richiesti sono:
per l’infanzia latte in polvere, biberon, pannolini, pomate
per la terza età pannoloni, pomate, paste adesive per protesi
per l’igiene personale saponi, shampoo, dentifrici.
L’iniziativa è svolta con la collaborazione della Caritas Diocesana, della Comunità di S. Egidio e dei Rotary Romani e con il Patrocinio della Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Sociali, della Presidenza della Regione Lazio e del IV Municipio del Comune di Roma.
PER NON LASCIARLI SOLI.
Con il furgone carico di alimenti, giocattoli, materiale sanitario e didattico raccolto grazie anche all'aiuto di privati, ci siamo diretti a Paganica, epicentro della zona terremotata. Grazie alle indicazioni della protezione civile, i volontari dell'Associazione hanno consegnato i prodotti, direttamente alla popolazione locale e agli incaricati dello smistamento delle merci.
Un piccolo contributo, di fronte al dramma che stanno vivendo. Un paese dove non c'è più vita, non si vede neanche un uccello volare, c'è un silenzio irreale; tutti gli abitanti sono sistemati nella tendopoli allestita nel campo di Camarda. Si fa la fila per un pasto caldo, c'è tanta tristezza nei loro occhi ma fra loro , si danno coraggio e grazie anche all'aiuto dei tanti volontari che gestiscono e organizzano tutto, per non farli sentire soli, si sentono un pò confortati.
Domani, 19 aprile, una bambina ritorna dall'ospedale. E' salva! Stanno organizzando una festa, distribuiranno a tutti i giocattoli che abbiamo consegnato e forse i sorrisi dei piccoli potranno aiutare gli anziani, in questa difficile situazione.
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GRAZIE ALL'AIUTO DI TUTTI QUESTI ANGELI CHE LAVORANO NEL SILENZIO!
Roma, 30 marzo – L'Assessorato capitolino alle Politiche sociali ha avviato le procedure per l'affidamento, tramite gara, dei due progetti per il servizio di mensa sociale in sei municipi romani, che prenderanno il via il primo aprile con un costo per l'Amministrazione di 247.740 euro.
L'obiettivo è quello di fornire un supporto alle persone con grave disagio economico.
Il primo progetto prevede l'apertura di due mense sociali nei giorni festivi, all'interno di strutture operanti nei Municipi XVI e VIII. Ogni struttura dovrà garantire la copertura dei pasti per 240 persone per 48 giorni festivi, dal primo aprile al 31 dicembre.
L'iniziativa va ad affiancarsi alle convenzioni già stipulate dall'Amministrazione capitolina con associazioni come il Consorzio Roma Solidarietà, la Comunità di S. Egidio, l'Esercito della Salvezza e Centro Astalli per l'aiuto a persone svantaggiate attraverso la fornitura di pasti nelle mense attrezzate, attive in particolar modo dal lunedì al venerdì.
Il secondo progetto risponde all'obiettivo di dare una prima risposta alle situazioni di povertà nascosta,ovvero raggiungere quelle persone (come gli anziani) che, a seguito di eventi contingenti, si trovano improvvisamente prive di risorse per far fronte alle esigenze primarie.
L'iniziativa, sperimentale, prevede dunque l'attivazione dei servizi di fornitura di pasto a domicilio e attività di monitoraggio della situazione della persona disagiata (numero verde della Sala Operativa Sociale comunale, 80044022, per segnalare eventuali situazioni di disagio economico).
I 4 Municipi interessati al progetto sono il IV, il XII, il VII e il XV. Le strutture resteranno aperte nei giorni feriali e copriranno la fornitura a domicilio di circa 30 pasti al giorno, dal primo aprile al 31 dicembre.
Ogni settimana, il sabato sera, ci ritroviamo per organizzare la cena itinerante da portare ai senza fissa dimora.
Arriva Lina con il sugo ancora caldo, la pentola è in ebollizione, Laura intanto prepara le vaschette, Fabrizio, Vincenzo, Hawa, Cristiana, Monica imbottiscono i panini. Organizziamo i vestiti e le coperte, disponiamo la frutta e il dolce e diamo tutto a Giuseppe che sistema nel nostro pulmino, finalmente si parte!
Freddo, pioggia non sono di impedimento, i nostri fratelli ci aspettano....son sempre tanti: senza scarpe, infreddoliti e affamati! Ma con la sensibilità e l' allegria di tutti, ogni povero diventa importante e lasciamo sempre oltre alla cena, un sorriso, non dimenticando mai di ascoltare l'altro per poter cercare di risolvere o alleviare la loro situazione.
Grazie a tutti i volontari, anche coloro che qui non ho nominato, sempre uniti nell'amicizia e nella carità!
Gabriella